"Mi succede spesso di non capire se sto ascoltando il mio intuito… oppure se è il blocco che parla. Come faccio a distinguere la differenza?"
Questa domanda, che ho letto recentemente in un gruppo, è una delle più profonde e autentiche che possiamo porci nel nostro percorso di crescita personale. Perché non riguarda solo il pensiero, ma il sentire. E imparare a riconoscere l’origine di quel sentire se nasce da una ferita o da una verità interiore è ciò che può fare davvero la differenza tra bloccarsi o fluire con fiducia nella vita.
Il dubbio tra intuito e blocco: perché è così comune?
Quando abbiamo vissuto relazioni difficili, abbandoni, giudizi o esperienze che ci hanno fatto sentire svalutate, il nostro sistema interiore sviluppa una sorta di “radar” di protezione. È come se ogni minima “briciola”, uno sguardo, una frase, un silenzio – venisse amplificata e interpretata come un possibile pericolo. Questo meccanismo, che nasce per proteggerci, può però confondersi con la voce del nostro intuito. E ci troviamo in una zona grigia in cui non sappiamo più se fidarci di ciò che sentiamo.

Intuito e blocco parlano in modo diverso
Una delle chiavi per distinguere i due è ascoltare il corpo e osservare la qualità dell’emozione.
- Il blocco parla con urgenza, paura, tensione. La sensazione è di allarme, spesso accompagnata da pensieri ripetitivi o giudicanti (“non valgo”, “sta per succedere di nuovo”, “meglio chiudere subito”).
- L’intuito, invece, parla in modo più neutro e silenzioso. È una sensazione calma, sottile, che emerge senza bisogno di essere giustificata o difesa. Non spinge, ma orienta. Non spaventa, ma guida.
Tre passaggi per fare chiarezza
1. Fermati e respira: quando arriva un segnale interiore, non agire subito. Resta. Respira. Porta l’attenzione al corpo: dove senti tensione? È un pugno nello stomaco o una sensazione calda al petto? Il corpo ha un’intelligenza precisa, se gli diamo spazio.
2. Chiediti: questa emozione ha un volto del passato? A volte, dietro un presentimento c’è un volto antico. Qualcuno che ci ha già fatto sentire così. Se riesci a collegare il sentire a una ferita passata, è probabile che stia parlando il blocco. Non per questo è “sbagliato”, ma ha bisogno di cura, non di guida.
3. Torna all’inizio: come diceva con saggezza la persona del commento, una delle strategie migliori è ricordare cosa sentivi prima del coinvolgimento emotivo. All’inizio, quando ancora non eri legata alla relazione o al risultato. Quella prima sensazione, se limpida, può essere un segnale autentico dell’intuito.
Non devi scegliere tra protezione e apertura
La verità è che non siamo solo blocchi, e non siamo solo intuito. Siamo un insieme complesso e meraviglioso. Il lavoro non è “scegliere a chi credere”, ma imparare ad ascoltare meglio, con più presenza, più gentilezza, più pratica.
Allenare l’intuito significa riconoscere i propri schemi interiori senza giudizio, e allo stesso tempo risvegliare quella parte saggia che sa orientarsi anche quando fuori tutto è incerto.
Se anche tu ti fai spesso questa domanda: è blocco o intuizione? sappi che non sei sola. È una delle domande più importanti che possiamo farci. E imparare a rispondere, dentro di noi, è una conquista che cambia tutto.
Scopri di più su www.intuitoinpratica.com il luogo in cui troverai come allenare il tuo intuito quotidianamente nella Palestra dell'intuito e non scambiare più il blocco con l'intuizione.

Chi Sono

Sono Simona, coach intuitiva e consulente certificata di ThetaHealing®.
Accompagno le persone a smettere di dubitare di sé e a fidarsi delle proprie sensazioni, anche quando la mente fa rumore.
Credo in un’intuizione concreta, quotidiana, accessibile a tutti.
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Disclaimer: Intuito in Pratica non sostituisce il supporto di medici, psicologi o psicoterapeuti. I contenuti hanno scopo educativo e di crescita personale. Parlo al femminile, ma questo spazio è per chiunque (uomini inclusi) che senta il bisogno di tornare a sé.
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